FAQ2021-02-11T11:09:32+01:00

Domande frequenti

Aiscup – onlus

La chemioterapia  Faq - versione inglese

La chemioterapia2020-12-10T18:10:27+01:00

Che cos’è la chemioterapia?

La chemioterapia è una delle metodiche che si impiegano per curare i tumori.

Ma i tumori non sono “malattie incurabili”?

Assolutamente no! Attualmente la maggior parte dei tumori è curabile.

Oltre alla chemioterapia con quali altri mezzi si curano i tumori?

Con la chirurgia, con la radioterapia, con la terapia ormonale e con la immunoterapia.

Che differenze ci sono fra chirurgia, radioterapia, chemioterapia, ormonoterapia e immunoterapia?

La chirurgia e la radioterapia agiscono a livello locale, curando l’organo malato; la chemioterapia e la ormonoterapia agiscono sulle cellule malate eventualmente presenti in tutto l’organismo; l’immunoterapia agisce stimolando le difese dell’organismo.

Queste modalità di trattamento possono essere impiegate insieme?

Si! L’integrazione di queste varie possibilità terapeutiche rappresenta uno dei punti di forza della moderna oncologia.

Quando si somministra la chemioterapia?

  • Prima di un intervento chirurgico, per facilitare il compito del chirurgo riducendo le dimensioni della malattia (chemioterapia preoperatoria o primaria).
  • Dopo un intervento chirurgico per eliminare cellule malate, eventualmente presenti nell’organismo in sedi diverse da quella della malattia principale (chemioterapia precauzionale o adiuvante).
  • Nel corso di una malattia non aggredibile con terapie che agiscono a livello locale o in presenza di controindicazoni alla chirurgia per la presenza di altre malattie.
  • Nel caso di eventuali riprese della malattia.

Come si somministra la chemioterapia?

Il modo più comune è la somministrazione endovenosa di farmaci definiti “antiblastici”. E’ possibile anche la somministrazione per via intramuscolare, orale, sottocutanea o intracavitaria (nell’addome o nel torace), a secondo dei farmaci impiegati. I farmaci vengono somministrati in diversi “cicli” di terapia; per ciascun ciclo si somministrano i farmaci per uno o più giorni ad intervalli di tempo prestabiliti (in genere 3 o 4 settimane).

Quanto tempo dura una chemioterapia?

La durata della chemioterapia è variabile a seconda del programma terapeutico deciso dallo specialista.

Dove e da chi deve essere somministrata la chemioterapia?

Le leggi attuali limitano la somministrazione della chemioterapia a quei reparti in cui sia presente personale medico e paramedico adeguatamente preparato ed in cui siano disponibili le strutture ed apparecchiature necessarie.

La chemioterapia provoca effetti collaterali?

Purtroppo si! Attualmente si hanno a disposizione molte e efficaci possibilità per prevenire e, eventualmente, trattare questi effetti.

E’necessario riferire al medico curante tutti gli eventuali effetti collaterali, anche transitori, comparsi dopo la terapia?

Sì. E’opportuno utilizzare un diario o un quaderno per scrivere il tipo e l’intensità del disturbo, la data, l’ora di insorgenza e la sua durata.

Quali sono gli effetti collaterali più comuni?

La riduzione del numero dei globuli bianchi e delle piastrine, la nausea e il vomito, le infiammazioni della bocca, la diarrea, la perdita dell’appetito, la stanchezza e la caduta dei capelli.

Questi effetti si hanno con tutti i protocolli di chemioterapia?

No! Ogni protocollo, secondo i farmaci impiegati, può provocare degli effetti collaterali specifici. La loro durata è estremamente variabile.

Globuli bianchi e piastrine2020-12-10T18:10:43+01:00

La riduzione del numero dei globuli bianchi e delle piastrine

Perché si riducono i globuli bianchi e le piastrine?

La chemioterapia, oltre le cellule malate, colpisce tutte le cellule che si moltiplicano rapidamente. Fra queste ci sono anche i globuli bianchi e le piastrine.

Quanto tempo dura la riduzione di queste cellule?

Può durare alcuni giorni e compare, di solito, fra un ciclo e l’altro (intorno al 12°-14° giorno dall’inizio della terapia).

E’ pericolosa?

La riduzione dei globuli bianchi e delle piastrine può essere causa di infezioni o di emorragie. In questo periodo di tempo è necessario evitare di esporsi a possibili agenti che causano infezioni: evitare i luoghi molto affollati, lavarsi spesso le mani, non usare bagni pubblici, evitare il contatto con bambini che hanno subito una recente vaccinazione contro la polio, la rosolia, la parotite ed il morbillo, disinfettare accuratamente anche piccole ferite.

Esistono dei farmaci per curare la riduzione dei globuli bianchi?

Si! Attualmente sono disponibili dei farmaci ( i “ fattori di crescita”) molto efficaci per trattare e per prevenire questa situazione.

Come funzionano questi farmaci?

Stimolano il midollo osseo a produrre globuli bianchi.

Possono avere qualche effetto collaterale?

Si possono avere, per qualche giorno, dolori ossei e articolari. Può comparire, a volte, la febbre.

Che fare in questo caso?

Informare il medico e assumere, dietro suo consiglio un trattamento specifico. In genere, analgesici e/o farmaci per abbassare la temperatura sono sufficienti.

Che fare se i globuli bianchi e le piastrine si riducono?

Assumere i farmaci prescritti dal medico; evitare contatti con persone affette da infezioni, anche banali (raffreddore, influenza, bronchite, ecc.); consumare preferibilmente cibi cotti, evitando latte, frutta, e verdure fresche; curare scrupolosamente l’igiene personale, facendo particolare attenzione alla bocca e alle mucose in genere; lavare spesso le mani, specialmente prima dei pasti e dopo essere stati in bagno.

In quali casi bisogna informare immediatamente il medico?

In caso di insorgenza di febbre, di bruciore urinario, tosse insistente, perdite o bruciore vaginale, emorragie anche modeste o comparsa di lividi.

Se si riducono i globuli bianchi o le piastrine è necessario il ricovero in ospedale?

Non sempre. Ogni situazione va valutata dal medico per decidere in base alle condizioni del paziente, al tipo di terapia somministrata ed alle eventuali complicanze.

La nausea e il vomito2020-12-10T18:09:49+01:00

La nausea e il vomito

La nausea e il vomito sono frequenti?

Le attuali terapie contro la nausea ed il vomito hanno ridotto moltissimo la loro incidenza. Nonostante ciò, alcuni pazienti presentano questi effetti collaterali.

Tutti i protocolli di chemioterapia possono provocare nausea e vomito?

No! Le probabilità che questo effetto compaia sono diverse a seconda dei protocolli utilizzati.

Quando vanno assunte le terapie per prevenire la nausea e il vomito?

Le terapie vanno assunte regolarmente e non solo dopo l’insorgenza di questi sintomi. E’ necessario rispettare scrupolosamente dosi, orari e via di somministrazione.

In che modo è opportuno consumare i pasti?

  • Mangiare e bere lentamente, masticando bene i cibi per favorire la loro digestione.
  • Utilizzare alimenti asciutti e leggermente salati.
  • Fare pasti piccoli e frequenti.
  • Cercare di non cucinare personalmente e non stare in cucina durante la preparazione dei cibi; il loro odore potrebbe indurre nausea e vomito.
  • Fare del movimento prima di consumare i pasti.

E’ meglio mangiare di più la mattina o la sera?

Di solito al mattino la nausea e il vomito sono meno presenti. Di conseguenza, una parte delle calorie che si devono assumere nel corso della giornata può essere spostata al mattino ( ad esempio, facendo una prima colazione seguita, a metà mattinata, da uno spuntino).

Cosa bere?

Le bevande, in particolare quelle zuccherate, possono aumentare la nausea se assunte durante i pasti. Al contrario, le bevande zuccherate possono ridurre la nausea se assunte al di fuori dei pasti. Di conseguenza è opportuno bere prevalentemente al di fuori dei pasti (succhi di frutta, Gatorade, thè, sciroppo di menta).

Cosa bisogna evitare?

I cibi fritti, ricchi di grassi e piccanti. E’ preferibile, inoltre, evitare di consumare i pasti a letto.

Si può bere alcool?

E’ preferibile evitare bevande alcoliche. E’ possibile, se il paziente lo desidera, bere un bicchiere di vino ai pasti.

Lo stato emotivo influisce sulla nausea e sul vomito?

Si! L’ansia può provocare l’insorgenza o l’aggravamento di questi effetti della terapia.

Che fare in questi casi?

Si possono assumere degli ansiolitici, su indicazione medica, per affrontare con più tranquillità i cicli di terapia.

Quando avvisare il medico?

  • Se si hanno più di tre episodi di vomito all’ora per due o tre ore di seguito.
  • Se la nausea dura più di tre giorni dopo la chemioterapia.
  • Se nel vomito sono presenti sangue o materiale scuro.
  • Se il vomito penetra nelle vie respiratorie.
  • Se non si riesce a bere o a mangiare per una intera giornata.
  • Se non si riescono ad assumere i farmaci prescritti.
  • Se compaiono segni di disidratazione (cute e bocca secche, riduzione della quantità di urina, urine molto scure) e/o uno stato confusionale.
Infiammazioni della bocca2020-12-10T18:14:41+01:00